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domenica 22 agosto 2010

- Il Prescelto

- Genere: Thriller - Drammatico - fantasy religioso

- Produzione statunitense - anno 2006
- Regia: Neil Labute
- Sceneggiatura: Neil LaBute e Robin Hardy
- Scenografia: Phillip Barker
- Fotografia: Paul Sarossy - Montaggio: Joel Plotch
- Colonna sonora: Angelo Badalamenti

- Attori:
Nicholas Cage - (Edward Malus, agente di polizia)
Kate Beahan - (Willow Woodward)
Ellen Burstyn - (sorella Summersisle, sacerdotessa)
Molly Parker - (Rose, maestra)
Leelee Sabieski - (Honey)
Diane Delano - (sorella Beech)
Erika-Shaye Gair - (Rowan)
Frances Conroy - (dottoressa Moss)

- Piccola Introduzione
Nel 1973 faceva il suo ingresso nelle sale la pellicola di nazionalità inglese "The Wicker Man - L'uomo Di Paglia". La regia era di Robin Hardy, tra gli attori figuravano Edward Woodward e Christopher Lee.
- 2006, il Prescelto è il nuovo titolo dato al remake di quel film di 33 anni fa, stavolta la regia è firmata da Neil LaBute, il ruolo di protagonista invece spetta a Nicholas Cage, che figura anche nel cast di produzione, mentre sorprendentemente, a impersonare il personaggio che fu di Christopher Lee c'è una donna, Ellen Burstyn! 

-  Trama, Recensione e Trailer
Nella mente sempre le stesse drammatiche immagini, sono pensieri ricorrenti ormai da un po' di tempo: una bambola gettata sulla strada e una ragazzina dispettosa, bionda con le trecce.
Poi l'impatto, un urto violento e improvviso. Attimi concitati e angoscianti, un colpo sul parabrezza, con la forza della disperazione, scricchiolio di minuscoli pezzi che s'infrangono, che cedono sotto l'azione delle sue mani che cercano invano di aprire un varco attraverso il vetro, dal quale per degli interminabili brevi secondi, può solo guardare quegli occhi, quel viso di bambina. Poi l'esplosione, violenta e terribile. Edward Malus (Nicholas Cage), è tormentato dal ricordo di quest'increscioso fatto, è un agente di polizia e nonostante il suo lavoro lo ha già messo spesso di fronte a situazioni non certo facili, l'incidente a cui ha assistito lo ha colpito in modo particolare. Avrebbe voluto fare qualcosa per salvare quella bambina e la sua mamma. Fino a pochi attimi prima che quel camion travolgesse la loro auto, le due sventurate stavano parlando con lui, poi un attimo di distrazione e l'impensabile era successo. Teme per la sua salute mentale, ingurgita un altro tranquillante… la cosa strana è che i corpi di quelle due sfortunate non sono mai stati ritrovati, spariti, dissolti nel nulla!
Ora tra le mani rigira un'inaspettata lettera, le parole che si svelano man mano che legge, lo lasciano a dir poco meravigliato. Willow Woodward (Kate Beahan), la donna che anni prima, lo aveva improvvisamente lasciato a pochi passi dall'altare, ha bisogno di lui. Gli chiede di aiutarla a ritrovare la sua bambina scomparsa Rowan (Erika-Shaye Gair). Bella faccia tosta rifarsi avanti dopo quello che gli ha combinato, per giunta con una richiesta così strampalata! Raggiungerla? Impresa ardua, visto che lei ormai abita su un'isola sperduta nel Pacifico!  Non può fare a meno però di pensare a lei. Quanti ricordi, quanto l'aveva amata! Con la stessa intensità aveva poi sofferto per essere stato lasciato. Che fare adesso? Strappare la lettera, o partire e cercare di distrarsi, reagire al brutto periodo che sta passando?
- Summersisle - Isola privata nel Pacifico Nord Occidentale.
Una cortina bianca di fumosa nebbia aleggia sul panorama sottostante formando macchie di suggestiva bellezza. Leggere nuvolette si alternano al verde acceso delle zone prive di foschia, dando al tutto, un'atmosfera sognante e densa di mistero. Edward, su un mezzo di fortuna, un piccolo aereo pilotato da un addetto al rifornimento di generi alimentari sta raggiungendo Willow. L'isola è davvero fantastica. La vegetazione rigogliosa ricopre ogni cosa e con i suoi colori si fonde a meraviglia con l'azzurro del mare, che dolcemente lambisce quelle coste fuori dal mondo. E' pervaso da una grande emozione. Il rivedere lei poco dopo, accentua ancor più questo stato d'animo, perchè allo stesso tempo non può fare a meno di provare un senso di sgomento e inquietudine. Da subito nota delle stranezze e degli insoliti comportamenti in alcuni abitanti del luogo, il fatto poi che ci sia una palese omertà nei riguardi della piccola scomparsa, non fa che rafforzare le sue perplessità. C'è la giovane maestra, Rose, che nega l'esistenza di Rowan, ma stranamente nella sua aula c'è un banco vuoto. La dottoressa Moss, con la sua casa piena di cose raccapriccianti è davvero un soggetto da tenere sotto controllo. Oney, la giovane ragazza che vorrebbe fuggire via, ma poi lo guarda in modo strano e sembra nascondere tanti segreti. Per non parlare della misteriosa sorella Beech, la padrona della pensione in cui alloggia, è certamente un tipo non comune e sembra sapere molte più cose di quello che all'apparenza vuol far credere. Dulcis in fundo, l'eccentrica e snob Sorella Summersisle, che ha lo stesso nome dell'isola, fa strani discorsi, è un punto di riferimento per tutta la comunità, in più ha un'esagerata venerazione per le api, come tutti del resto qui sull'isola. Dietro la sua dolcezza e i modi eleganti, traspare qualcosa d'indefinibile, inquietante. No, davvero qualcosa non quadra, ma lui è più che mai deciso a scoprire la verità e a ritrovare la ragazzina scomparsa. Mettere uno dietro l'altro i vari indizi non sarà cosa facile, è perseguitato da incubi ricorrenti, visioni di un drammatico passato… o qualcos'altro?
In questo posto lontano dalla civiltà e dai suoi soliti ritmi frenetici, dove la natura esplode di superba bellezza, tutto può essere Paradiso o Inferno. Per scoprirne i segreti nascosti, si addentrerà nei meandri di una realtà coperta d'assurdità e mistero, immerso nel buio della notte più cupa o nelle torbide acque di una vecchia costruzione allagata, tra mistiche usanze e geometriche zone pullulanti d'alveari, insolite visioni e inammissibili verità. Ci sono davvero tanti segreti nascosti… da scoprire con la visione!

- L'originale Sceneggiatura di Anthony Sheffer, è stata ripresa da Neil Labute e Robin Hardy. I nuovi addetti ai lavori, pur lasciando immutate le fasi salienti della trama del 1973, hanno apportato delle sostanziali modifiche in alcuni punti, ritenendo ormai obsoleti certi concetti e comportamenti, che invece erano messi in gran risalto nel film di 33 anni fa. Di sicuro ai giorni nostri, il presentare un uomo che difende a spada tratta la sua verginità, non sarebbe tanto credibile, giusta scelta quindi, quella di svecchiare il precedente copione e adattarlo ai nuovi tempi, oltre a questo,  i cambiamenti hanno coinvolto in modo radicale anche altre parti del film, addirittura capovolgendo alcuni ruoli che erano d'esclusività maschile. Il lato erotico e provocatorio, che nel precedente lungometraggio cercava di stupire lo spettatore, affrontando il tema di una libertà sessuale contrapposta ad un esagerato puritanesimo, in questa seconda pellicola viene abbandonato, o almeno lasciato latente, di sottofondo, per dare il posto a una emancipazione femminile estremizzata, contrapposta in modo stridente ad arcaiche e deliranti credenze che di moderno hanno ben poco. Una trovata scaltra e azzeccata, quasi indisponente, se si pensa al periodo che stiamo vivendo, dove è ancora sentito il problema della parità dei sessi e fa discutere il ruolo della donna, che purtroppo, in molte parti del mondo è ancora confinata ai margini della società, ben lontana dall'essere considerata alla stregua dell'uomo, in più in molte zone, l'estremismo religioso tende a porre barriere, a isolare con le proprie idee e a contrastare la modernità. Non male la scelta femminista, ma con queste premesse Neil LaBute ha dovuto poi ricollegarsi al fulcro della vicenda originale del primo The Wicker Man. Il risultato, una trama che non brilla d'eccessiva originalità, che è abbastanza semplice e addirittura in alcuni punti lascia un po' perplessi, ma che può anche indurre a riflettere, su come l'isolamento, la cieca esaltazione religiosa, la sete di potere vestita di false ideologie, se portati all'estremo possono diventare pericolosi e riescono il più delle volte con troppa facilità a tarpare le ali della libertà. Forse è proprio questo messaggio nascosto, la cosa più agghiacciante de "Il Prescelto", trapela inquietante man mano che passano i minuti, fino al drammatico epilogo finale. Sulla prima parte del film niente da ridire, le immagini scorrono su un'atmosfera d'accattivante mistero, i brevi flash-back arrivano improvvisi, le oniriche visioni s'intrecciano a meraviglia sul piano temporale della realtà filmica e la suspence è accesa da alcuni eventi oscuri, da quel qualcosa d'inspiegabile che trapela da certi comportamenti, da frasi sussurrate e verità celate. L'ultima parte però, perde un po' valore e specie il finale ridondante di stravaganti costumi  può risultare eccessivo e poco gradevole.La scenografia, invece, per quanto riguarda gli esterni è a dir poco stupenda, grazie anche alla naturale, verdeggiante bellezza dell'isola in cui è stato girato il film. A fare da colonna sonora ci sono le musiche del maestro Angelo Badalamenti, che con bravura riesce a vestire le scene delle giuste atmosfere, inondandole con le sue melodie, ora più tranquille e pervase di tristezza, ora più ritmate e agitate da toni stridenti, in più in certi momenti, cori femminili si fondono alle note creando un mix davvero suggestivo.
Nicholas Cage interpreta il tormentato agente di polizia Edward Malus, mettendone prima in luce la fragilità psicologica conseguenza di un difficile periodo della sua vita, poi la nuova forza di reagire alle avversità e la temerarietà un po' incosciente di quel voler a tutti i costi riscattare la sua identità di uomo, che non esita a gettarsi a capofitto in un'avventura ai limiti del possibile, pur di dimostrare a se stesso e alla donna che un tempo lo aveva amato, le sue capacità professionali, il suo coraggio e il suo altruismo. Lo caratterizza, vestendolo di sguardi pieni di disperazione, di dolcezza o d'incredulità e paura, di grandi silenzi o d'improvvise esplosioni d'ira. Sarà perché, come dice il famoso detto, i gusti sono gusti, ma la recitazione di Cage non mi è dispiaciuta affatto. L'ho trovato non al suo massimo, ma ugualmente bravo. Il resto del cast d'attori è tutto al femminile (ad eccezione di qualche comparsa maschile), nessuna delle interpreti, però, ha una parte di primo piano come quella di Nicholas Cage. Tra loro, mi ha colpito particolarmente Diane Delano con il suo personaggio sorella Beech, interpretato con grande naturalità, tanto da renderlo realmente ambiguo e misterioso.
"Il Prescelto" è una pellicola abbastanza controversa, un film che fin dalla sua uscita ha scatenato parecchie critiche. La sua identità di remake lo ha posto da subito di fronte a un inevitabile confronto con l'originale, creando molte aspettative nel pubblico, che invece non ha gradito alcuni cambiamenti e certe scelte registiche di LaBute. Per quanto mi riguarda non l'ho trovato tanto male e in sua difesa posso dire, che se pur non siamo di fronte alla perfezione, la trama specie nella prima parte, regala momenti di piacevole suspense e un accattivante mistero aleggia sull'insolita vicenda e sull'isola lontana dalla civiltà.
In aggiunta a questo, certi contenuti possono anche indurre a riflettere e per quanto riguarda il pubblico maschile… Beh, a loro può anche dare qualche brivido in più!
Un film, che nonostante tutto, non mi sento di sconsigliare, poiché la visione può ugualmente far passare un paio d'ore piacevoli. L'importante è non aspettarsi il capolavoro assoluto.Il film non è un horror, la trama è abbastanza soft, non ci sono scene splatter, per questo lo vedo adatto anche a chi è facilmente impressionabile, certo, gli ultimi dieci minuti del finale sono abbastanza forti, quasi grotteschi, ma anche sorprendenti, specie per chi non ha visto il film del 1973, sono i momenti in cui tutto si svela e anche il titolo non ha più segreti.

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