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giovedì 2 settembre 2010

- Splice



- Genere: Fantascienza, thriller, horror

- Scheda
- Produzione: Canada, Francia, Stati Uniti D’America – Anno 2009
 - E’ arrivato nei cinema italiani il 13 agosto 2010.
- Regia: Vincenzo Natali
- Soggetto: Vincenzo Natali, Antoinette Terry Bryant
- Sceneggiatura: Vincenzo Natali, Antoinette Terry Bryant, Doug Taylor
- Scenografia: Todd Cherniawsky, Liesl Deslauriers
- Fotografia: Tetsuo Nagata - Musiche: Cyrille Aufort

- Attori: Delphine Chanéac, Adrien Brody, Sarah Polley, Brandon McGibbon, David Hewlett, Abigail Chu, Stephanie Bair, Amanda Brugel

- Trama, Recensione e Trailer
In un laboratorio di genetica, due giovani ricercatori, Elsa e Clive, fanno una scoperta molto importante che può aprire nuove frontiere mai varcate prima dall'essere umano. Unendo DNA di specie animali diverse, riescono a creare un ibrido dalle fattezze insolite e dalle potenzialità sorprendenti, lo chiamano Dren. All'apparenza è solo un agglomerato di cellule dall'aspetto grottesco, una specie di grosso lumacone, ma rappresenta qualcosa di molto importante per la scienza, ma soprattutto per la casa farmaceutica che ha finanziato la ricerca e che non vede l'ora di fare soldi a palate sfruttando le preziose proteine che possono essere estratte da questo insolito "mollaccione ibrido".

Elsa e Clive, animati da ben più ambizione e avventatezza, vorrebbero andare avanti con la sperimentazione, provando ad aggiungere DNA umano. Per gli alti vertici non se ne parla nemmeno! Non è il momento giusto, ci sono in gioco ancora troppe questioni etiche e morali, inoltre è troppo pericoloso, specie dopo alcune complicanze sorte con i Dren.
Elsa decide di prendere una strada diversa, riuscendo a convincere anche Clive, che legato a lei sentimentalmente non se la sente di lasciarla sola in un'impresa che si preannuncia già scellerata e densa di difficoltà. In gran segreto riescono a innestare con successo DNA umano nel loro precedente mix di cellule animali.
All'euforia iniziale si aggiungono momenti di confusione e paura, perchè una volta avviato, l'esperimento procede in modo autonomo, loro non possono fare altro che vedere crescere la loro bellissima chimera, Splice, una nuova creatura, un essere dalle fattezze parzialmente umane e dalla sorprendente e rapida evoluzione, una nuova specie, che può essere al contempo bella e terrificante!

- Il film riesce a risvegliare alcune paure sopite nel nostro animo di comuni mortali. Chi non ha mai provato un moto d'inquietudine al pensiero che qualche ardito sperimentatore possa in qualche parte del mondo, avventurarsi, riuscendoci, nella creazione di una chimera, la tanto favoleggiata e temuta creatura frutto dell’unione di DNA umano e animale?
Il regista di nazionalità canadese Vincenzo Natali, ha puntato su questo nell’assemblare la sua ultima fatica cinematografica. Forte di un pubblico fedele, che lo aveva già apprezzato in precedenti pellicole ansiogene come “The Cube” e ben consapevole delle diatribe etiche e morali che avrebbe acceso. Ha imbastito la trama di fantascienza e risvolti horror, senza lesinare una certa dose di istinti primordiali, amore filiale e amor profano, scene cariche di tensione e di esplicito erotismo più o meno bestiale, ma soprattutto ha messo al centro della storia “lei”, Splice, splendida e inquietante chimera nata da manipolazione illecita di DNA umano e animale. Una creatura che riesce a suscitare tenerezza e sgomento, ma anche una certa pena, per quel suo essere così aliena e al contempo anche umana, sola in un mondo che non potrà mai totalmente accettare la sua diversità.
Il cineasta Natali, che oltre a firmare la regia si è occupato della sceneggiatura, ha deciso di mostrarci una prima parte emozionante e più soft, per poi virare verso il finale, su adrenaliniche scene d’inaspettata crudezza.
Fa riflettere il ruolo dei due protagonisti, sembra quasi che gli autori abbiano voluto scomodare un certo lato religioso e farli apparire al pari di due moderni Adamo ed Eva. Gli indizi ci sono tutti, spetta alla giovane Elsa (Sarah Polley) fare da tentatrice e spingere il suo Clive (Adrien Brody) a disubbidire alle regole imposte dalla scienza e dalla morale, è a causa di questo loro immenso errore che apriranno le porte di quel Paradiso terrestre fatto di normale e tranquilla evoluzione, per sconfinare in un mondo ignoto e pericoloso.
Tra gli attori mi preme ricordare Delphine Chanéac, che qui si è trasformata in Dren adulta, regalandole il suo viso bello ed espressivo, munendosi per l’occasione, di animaleschi arti inferiori e lunga coda sinuosa.
Le creature mostrate non appaiono per niente artificiose, tutto merito di un buon uso degli effetti speciali, cosa che ha fatto aggiudicare al film un premio ai Festival di Toronto e Sitges.
Arricchisce il tutto la bella scenografia, resa ancora più ad effetto da una fotografia, che specie nella seconda parte, predilige i toni dark, la colonna sonora fa il resto, aggiungendo a ogni scena la giusta atmosfera.
- Visione consigliata!

- Durata del film: un’ora e quarantaquattro minuti


1 commento:

  1. Ciao,
    grazie del commento sul mio blog su libero (http://blog.libero.it/redpile/).
    Ti aggiungo tra gli amici! ;-)

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