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mercoledì 22 settembre 2010

- Vertigine (Elizabeth Wurtzel)


- Genere: Drammatico, Autobiografico


- Trama e Recensione
Questo è un racconto autobiografico dell'autrice, narra di un difficile periodo della sua vita.
Elizabeth Wurtzel, nata a New York nel 1967, è nota anche per aver scritto Prozac Nation, un libro sulla depressione, dal quale è stato tratto un film.
In questa precedente opera, Elizabeth svelava di essere stata preda di questo male oscuro, soffermandosi molto sui vari passaggi della malattia e sulle terapie farmacologiche che era stata costretta a seguire.
In Vertigine riprende lo stesso stile, aprendosi al lettore in tutte le sfaccettature di donna e scrittrice in carriera, senza aver paura di mostrare il lato nascosto e profondo della sua anima tormentata. Non più depressione in questo caso ma se possibile, qualcosa di ancor più subdolo e strisciante, un problema che l’ha risucchiata nel suo vortice in maniera totale, nutrendosi delle insicurezze, della sua tristezza, la dipendenza dalla droga.
Elizabeth è stata felice fino a un certo punto della fanciullezza, poi improvvisamente non ha più saputo provare gioia per nulla, figuriamoci per le piccole cose di ogni giorno!
E’ da qui che sono cominciati i suoi problemi, ma se n’è resa conto solo più tardi.
Nel periodo raccontato in questo libro, l’autrice è diventata ormai una scrittrice famosa, si è lasciata alle spalle il difficile calvario della depressione, è molto ammirata per la grande intelligenza e bellezza.
Dentro di se però, porta ancora i postumi di quel tarlo invisibile che le rode l’anima e delle brutte esperienze di droga. Proprio per questo è in cura da un anno con la dottoressa Singer, una specialista in tossicodipendenze. Dopo un faticoso e spesso inconcludente periodo riabilitativo, si ritrova a seguire una cura con uno psicofarmaco, il Ritalin.
In Florida, dove si è trasferita fuggendo dalla frenetica New York per poter scrivere in santa pace il suo ennesimo libro, commette un errore che ha il potere di farla ripiombare in breve tempo in una spirale senza via d’uscita, ha la bizzarra idea di modificare il modo in cui assume questa medicina.
Pillole, sono pillole, quindi vanno inghiottite con un po’ d’acqua.
Ha sempre fatto così, ma una sera, quasi per caso, si ritrova a triturarne finemente una e ad aspirarla col naso, quasi come fosse cocaina!
Tanto è solo Ritalin, pensa, che male potrebbe mai farle assumerlo così? Il Ritalin lo prescrivono anche ai bambini, non può dare dipendenza.
Continua a ripetersi questa fragile convinzione, mentre giorno dopo giorno si ritrova a sniffare sempre più pillole, il doppio, il triplo della dose normale, il quadruplo, tantissime!
Sta diventando una drogata di Ritalin? No, non è possibile.
Invece ben presto la situazione le sfugge di mano, fino a che non può più raccontar bugie.
E’ l’inizio di un baratro che cercherà di scalare con tutte le sue forze, ma spesso, risucchiata ancor più nelle profondità di una spietata dipendenza.
Circondata da amici sinceri, spacciatori senza scrupoli, terapisti riabilitativi e centri di disintossicazione, ci proverà davvero a cercare di uscire dall’incubo.

Un libro intenso, dai contenuti forti e scioccanti.
Per mano dell’autrice si entra in un mondo, dove la normalità di ogni giorno è risucchiata in una dimensione alterata, una realtà distorta, in cui non esistono che desideri dettati dal bisogno irrinunciabile di assumere la dose di droga.
Non usa giri di parole Elizabeth Wurtzel per raccontare la dolorosa avventura che l’ha coinvolta, va dritto al problema, parlando senza vergogna di piste di coca sniffate in ogni dove, delle bugie che era costretta a raccontare perché non riusciva ad andare avanti col suo lavoro o anche solo per procurarsi le dosi.
Allo stesso tempo, non ha remore nel mostrarsi in tutta la sua fragilità e con un infinito bisogno d’amore.
Col suo modo di scrivere semplice e scorrevole riesce a coinvolgere il lettore e a proiettarlo senza fatica in quel percorso irto di difficoltà, ma anche di forza interiore e voglia di farcela.
Il libro è anche un monito a non arrendersi, a ritrovare dentro se stessi e nella comunità che ci circonda, la voglia e la forza di superare anche le avversità più difficili.
Consiglio il libro, una lettura che fa riflettere.

2 commenti:

  1. Bello! Anche se in questo momento ho bisogno di qualche cosa di leggero... :-)

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